Credito, il ruolo delle banche/ l’Unità

l’Unita Toscana articolo di MARA CONTI.

PRATO, città indebitata. La commissione sul credito del consiglio comunale di Prato, costituita dietro pressione del gruppo Pd, ha lavorato quasi un anno cercando di capire come il sistema bancario stia agendo sull’economia del territorio, ascoltando associazioni di categoria e istituti bancari.

A lavoro finito, lunedì si è tenuto il consiglio comunale straordinario in cui la commissione ha riportato le proprie conclusioni invitando nel salone consiliare gli stessi attori economici a intervenire sul tema. Il presidente della commissione Francesco Innaco e il vicepresidente Nicola Oliva hanno illustrato i risultati amari del lavoro svolto. Alcuni dei soggetti convocati non si sono neppure presentati, in particolare alcuni istituti di credito. Dagli altri, è emersa una situazione di scarsa conoscenza del problema o di reticenza nel fornire dati utili.

«In particolare – ha ricordato il consigliere Pd Nicola Oliva – non è stato possibile sapere dagli istituti bancari come usano i risparmi dei pratesi. Quanto sono riutilizzati sul territorio? Non abbiamo avuto risposte, eppure la funzione sfociale del credito è preziosa».

Su tutto, come ha ricordato l’economista Nino Galloni invitato a introdurre e concludere il consiglio, l’incognita di un orizzonte economico che continua a cambiare a una velocità disarmante anche per gli analisti economici. Poi ci sono i numeri, portati in aula da Franco Tonato, vicepresidente della Banca Popolare di Vicenza ma presente nel suo ruolo di commissario Abi.
Le banche a Prato continuano a fare credito, anche se sulle modalità di accesso ha espresso molti dubbi Stefano Betti di Rete Imprese, ma hanno 750 milioni di euro di crediti in “sofferenza”, ovvero difficilmente esigibili.
Di questi, circa l’8,6% è della fallita Sasch spa, che ne ha per circa 65 milioni, come si legge nell’integrazione alla richiesta di concordato presentata a luglio 2011 dai liquidatori. Al dato fornito da Franco Tonato si aggiunge quello diffuso a fine gennaio dalla periodica rilevazione sull’indebitamento medio delle famiglie italiane realizzata dalla Cgia di Mestre, che attribuisce a Prato un indebitamento di 2.654.000 euro al 30 settembre 2011, pari a 26.811 euro a famiglia.
Una cifra che mette Prato al primo posto in Toscana e al quarto tra i 109 Comuni capoluogo presi in esame.

Un quadro desolante. E la politica cosa può fare? In un clima amabilmente bipartisan, in un’aula semideserta, le uniche indicazioni concrete sono arrivate dal documento presentato da Pd e Idv e che sarà votato nel prossimo consiglio: sette proposte che partono dalla creazione di un Osservatorio del credito locale.
Dalla maggioranza, opionioni contrastanti: dalla negazione del ruolo della politica in materia di economia espressa dal “liberista” Francesco Innato al più possibilista ma poco concreto intervento del sindaco Cenni.

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